Commento: Stefania e il bowling

Il racconto parla di Stefania, una 17enne ch,e come tutte le altre 17enni, una volta arrivata a scuola, contornata dai suoi problemi, butta la testa sul banco e resta così, per ore e ore.

Il suo problema più grande, contrariamente a cosa si pensa, è come sia possibile che entrare a scuola con la testa leggera, ma che, dopo poco, la sua testa si faccia sempre più pesante e si schianti sul banco senza più possibilità di alzarla.

Questo problema nessuno lo capisce, tranne un professore, il professor Caruto, che intuì la situazione e che, per cercare di migliorarla, iniziò a disegnare sulla lavagna, attirando così l’attenzione di Stefania.

Disegnò sulla lavagna una pista da bowling: Stefania non capiva il motivo di tutto ciò, ma il professor Caruto, iniziò subito a spiegarle il perché. Iniziò con il dire che, entrando in classe lui vedeva un ammasso di teste sul banco, proprio come le palle da bowling quando sono ferme lì, pronte ad essere lanciate.

Lui dice che Stefania è li, ferma ad aspettare che qualcuno la prenda e la lanci: sarebbe una cosa grande se Stefania potesse fare strike. Dovrebbe solo farsi lanciare. Stefania finalmente, nei suoi pensieri, decise che forse, era ora di iniziare a “giocare” a bowling.

Il significato di questo racconto, secondo me, è quello di far capire che i ragazzi a scuola, aspettano solo la persona giusta che li possa lanciare, che possa far nascere in loro la curiosità e la voglia di fare strike.

Dice però, che questi ragazzi, devono fare in modo di essere abbastanza leggeri, per far in modo di potersi far lanciare, senza essere troppo pesanti.

Penso che questo ideale, sia molto giusto, perché tante volte, i ragazzi sono interessati e curiosi di sapere le cose, ma se non trovano la persona giusta, che possa fargliele capire nel modo giusto, come si può pensare che in loro resti la curiosità di fare strike?

Tante volte, quasi sempre, anche la mia classe è così, in quasi tutte le ore, ma basta che arrivi quel professore, il professore giusto, che con metodi alternativi di insegnare e di farci incuriosire, riesce a tirare su tutte quelle teste aggravate sul banco e a farci seguire tutta la lezione.

Penso che ogni professore, a modo suo, dovrebbe imparare a giocare a bowling, a lanciare queste palle verso i birilli e a fare strike.

Mentre i ragazzi, loro, dovrebbero imparare ad essere più leggeri, in modo tale da permettere a questi professori di lanciarli, e fare strike, magari non al primo lancio, ma in qualche modo di poter riprovare il lancio, e fare strike in qualche modo.